L'AMORE AL TEMPO DELL'ODIO

ESPOSIZIONE VISIVA DI ELISABETTA DUCHI / VIDEO-INSTALLAZIONE DI GIANLUCA VINCENZETTI

EX LIBRIS

CAOS

SENZA TITOLO 3

SENZA TITOLO 2

LA VITA È NEL LUOGO DOVE TU VERSI IL BRODO

VITTIME

SULLA STESSA SEDIA

NON TI VEDEVO

SANGUE DEL TUO SANGUE

DELLO STESSO PANE

IL MONDO DESCRITTO DA ELISABETTA DUCHI È QUELLO IMMAGINIFICO E SIMBOLICO CHE TRADUCE LA REALTÀ APPARENTE IN UNA REALTÀ INTIMA E INVISIBILE. L’ARTISTA, ISPIRATA DAL LIBRO “CADUTO FUORI DAL TEMPO” DI DAVID GROSSMAN, HA REALIZZATO OPERE DAL PROFONDO SIGNIFICATO SOCIALE, POLITICO E CULTURALE.
AL CENTRO DELLA SUA RIFLESSIONE C’È L’ESSERE UMANO E LA SUA IDENTITÀ. TEMI CONTEMPORANEI COME L’IMMIGRAZIONE, IL FEMMINICIDIO, I SOPRUSI, LA VIOLAZIONE DELLA LIBERTÀ E DEL PENSIERO, LE RIBELLIONI, VENGONO RAPPRESENTATI ATTRAVERSO IMMAGINI ARCHETIPICHE DALLA FORMA ESSENZIALE E PRIMIGENIA. ELISABETTA AMA RECUPERARE OGGETTI VARI, ABBANDONATI, BUTTATI, CHE NESSUNO PIÙ UTILIZZA, COMPIENDO UN VERO E PROPRIO READY-MADE: UN OGGETTO GIÀ PRONTO, CONSIDERATO NELLA SUA ESSENZA STRUTTURALE, AL DI LÀ DELL’IMMAGINE E DEL SIMBOLO, INSTAURA NUOVI RAPPORTI DI COMUNICAZIONE ATTRAVERSO LA VARIETÀ DI COMBINAZIONI VISUALI.
DOPO UNA DESTINAZIONE D’USO QUOTIDIANA, L’OGGETTO SUBISCE UNA TRASFORMAZIONE RADICALE: VIENE INSERITO ALL’INTERNO DEL QUADRO E DIVENTA OPERA D’ARTE, PORTANDO CON SÉ TUTTO IL VISSUTO DI CHI L’HA COSTRUITO, DI CHI L’HA UTILIZZATO, DI CHI L’HA SEMPLICEMENTE GUARDATO. LO SPAZIO FISICO DELL’OPERA RISULTERÀ COMPLETAMENTE MODIFICATO NEL SUO INTIMO E NELLA SUA ESSENZA E ACQUISTERÀ UN VALORE POETICO-SENTIMENTALE.
IL FRUITORE NON SI TROVERÀ SOLTANTO AD OSSERVARE MA SI VEDRÀ COSTRETTO A VIVERE L’OGGETTO, AL QUALE È STATO CONFERITO UN NUOVO UTILIZZO, UNA NUOVA DIMENSIONE E UNA NUOVA DIGNITÀ.
ELISABETTA, CON SEGNI ESSENZIALI E POCHI COLORI (IL BIANCO, IL NERO E IL ROSSO), ACCENTUA LA DRAMMATICITÀ E LA FORZA ESPRESSIVA DI OGNI OPERA, RIVELANDO I SENTIMENTI PIÙ VERI E PROFONDI DELL’ESSERE UMANO, COME L’ODIO E L’AMORE. OGNI OPERA DIVENTA EMOZIONALE, RACCONTA STORIE DI MONDI, DI TERRITORI LONTANI E VICINI, DI VICENDE UMANE PORTATE AL LIMITE, DIVISE FRA SOFFERENZA E AMORE, DOVE OGNUNO DI NOI PUÒ RICONOSCERSI E IDENTIFICARSI. L’ESSERE UMANO TROVA SERENITÀ, CONFORTO, RICOMPONE LA PROPRIA IDENTITÀ IN POCHI MOMENTI E LUOGHI DELLA SUA ESISTENZA.
“LA VITA È NEL LUOGO DOVE TU VERSI IL BRODO”. L’ARTISTA, COLPITA DA QUESTA FRASE DI DAVID GROSSMAN, COMPRENDE CHE IL “LUOGO” DOVE SI COMPIONO GESTUALITÀ RASSICURANTI E RIPETITIVE DIVENTA UNO SPAZIO PROTETTO E SICURO: L’ARCHETIPO DELL’AMORE E DELLA SOLIDARIETÀ È NEL RITO DI VERSARE QUALCOSA DI CALDO, NELLA CONSAPEVOLEZZA DI VIVERE UN MOMENTO DI QUIETE E DI PACE.

VIDEOMAKER E REGISTA TEATRALE, GIANLUCA VINCENZETTI HA REALIZZATO DEGLI INTERVENTI VIDEO-SONORI NELLA MOSTRA DI ELISABETTA DUCHI. IL PROGETTO DELLE VIDEO-INSTALLAZIONI PREVEDE DI “ROMPERE GLI STATI DI QUIETE” IN ALCUNE OPERE DELLA PITTRICE, SCELTE FRA QUELLE CON FORME E COLORI TENUI E PACATI, APPARENTEMENTE RASSICURANTI. GIANLUCA, INFATTI, ATTRAVERSO VIDEO SONORI, TRADUCE LA VERA INTIMITÀ DELLE OPERE: MANI DALLA GESTUALITÀ SIMBOLICA, A VOLTE CALMA, A VOLTE VIOLENTA E VOLGARE, OPPURE SCIAMI DI INSETTI O PIANTE FORTI E SELVATICHE COME L’ORTICA ESPRIMONO NON SOLO LA VACUITÀ E LA CADUCITÀ DELLA VITA MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA DELLA CRUDELTÀ, BRUTALITÀ E AGGRESSIVITÀ CHE L’ESSERE UMANO È CAPACE DI RIVERSARE SUI SUOI SIMILI.
GIANLUCA, ATTRAVERSO LA SUA ARTE, CON UNA SPICCATA SENSIBILITÀ E CON GRANDE MAESTRIA E PADRONANZA DEI MEZZI TECNOLOGICI CONTEMPORANEI, HA PERMESSO CHE ALCUNI QUADRI SUBISSERO UNA PROFONDA METAMORFOSI: DA BIDIMENSIONALI SONO DIVENTATI TRIDIMENSIONALI, QUASI DELLE SCULTURE SONORE E PARLANTI. LE VIDEO-INSTALLAZIONI CONSENTIRANNO ALLO SPETTATORE DI FARE UN VIAGGIO EMOZIONALE DIVISO FRA SENTIMENTI DISCORDANTI, COME AMORE E ODIO, ATTRAVERSO SENSAZIONI, STATI D’ANIMO, MONDI CONOSCIUTI E SCONOSCIUTI, DOVE SIMBOLI, SEGNI E SUONI SONO LA RAPPRESENTAZIONE DI QUELLA PARTE ARCAICA, SACRA E SPIRITUALE DEL NOSTRO IMMAGINARIO COLLETTIVO.

PAOLA GENNARI

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